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27 maggio 2014

L'origine dei simboli (parte IV) - L'occhio nella piramide


Oggi prendiamo in esame uno dei simboli più misteriosi dell'umanità, spesso ad uso dei potenti della Terra, ed associato a Sette, Massonerie o ad ogni genere di riferimento al controllo globale;
sto parlando dell'"Occhio dentro la Piramide", detto anche "occhio della provvidenza".

L'occhio della provvidenza cristiano
Ma di cosa si sta parlando realmente?
Analizziamo insieme l'origine e il significato di una delle iconologie più antiche della storia umana.
Il simbolo deriva dal piu' antico Occhio di Ra, od occhio di Horus, che abbiamo già analizzato in precedenza, ancora una volta si parte dalla cultura egizia, luogo lontano da cui nasce gran parte del nostro sapere moderno, e dove un'altra parte importante della nostra esistenza è andata persa, è per questo che spesso riutilizziamo simboli egizi, e antichi, perchè hanno la chiave per comprendere la nostra storia, e perchè rappresentano lo scibile umano. Conoscere il nostro passato, e preservare le nostre radici, non puo' fare altro che delineare meglio il nostro percorso nel futuro.

Detto questo, possiamo addentrarci sulla sua interpretazione, un simbolo importante in moltissime culture e
tramandato nelle varie epoche. Il significato piu' diffuso per l'occhio nella piramide, è quello del "Dio che tutto vede", l'occhio di Dio protettore dell'umanità, è utilizzato anche nelle diverse religioni, come nel Buddismo dove viene chiamato "L'occhio del Mondo" molto più simile in realtà all'occhio di Ra (la rappresentazione con il triangolo come richiamo dell'antico egitto sembra comparire solo molto dopo la scomparsa della religione egizia, come a tramandarne il ricordo o la provenienza), o nella religione cristiana con "l'occhio della provvidenza" dove evidenzia, con il trangolo, la trinità, ben chiara con i raggi di luce emanati nelle tre direzioni (presente anche in numerosi dipinti del medioevo). Puo' essere indicato quindi a tutti gli effetti come una delle piu' antiche rappresentazioni di Dio. Come tutti i simboli, deriva da qualcosa di pre-esistente; l'occhio di Ra, e l'elemento della piramide sono un chiaro richiamo all'egitto, luogo di provenienza. I teorici degli antichi astronauti, a tal proposito spesso riconducono l'origine di questo tipo di simbologia  al contatto con esseri superiori portatori di sapere, l'occhio stesso in altre rappresentazioni viene disegnato con attorno nuvole in discesa dall'alto e con raggi
rappresentazione massonica
luminosi, questo pero' è riconducibile anche all'antico culto del sole, portatore di vita e prosperità.
Tutto quello che sappiamo è retaggio di qualcosa di precedente e spesso si dimentica l'origine o il significato profondo e reale, ma ciò che ci rimane è il senso inconscio di ciò che rappresenta;
senz'altro ciò che è rimasto nei tempi più recenti è il senso di "Potere" che esso emana, il "sapere" e "vedere" ogni cosa; dopotutto la cultura egizia è stata una delle più lunghe e potenti, abbiamo piramidi disseminate in tutto il mondo, e la maestosità e imponenza di tali strutture è indiscussa, è facile pensare che si sia tramandato semplicemente il suo "carisma" scenico per tutte le epoche. Nel 1797 viene preso come simbolo standard dei massoni insieme alla squadra e al compasso, qui, l'occhio di Dio che tutto vede, viene definito come GRANDE ARCHITETTO, considerandolo come simbolo di perfezione, e non è errato considerare che la precisione e l'origine delle piramidi (mistero tutt'ora non risolto) potesse essere visto come di costruzione divina. Il simbolo onnipresente in antichità viene utilizzato anche come simbolo alchemico ed esoterico, dove diventa un potente amuleto contro il malocchio, successivamente viene cucito anche in alcuni stemmi come quello di Braslau in Bielorussia, o in alcune università, come simbolo usuale, come porta fortuna, o come attestazione d'importanza.
L'analisi ci porta a capire che nel pensiero collettivo un simbolo del genere  dona un tono solenne di potenza e controllo.
retro dello stemma degli Stati Uniti d'America
L'utilizzo piu' clamoroso della storia resta quello dell'inserimento all'interno del dollaro statunitense, ma non solo, nel retro del famoso stemma dell'aquila degli Stati Uniti d'America vi è proprio una grande piramide con la punta sospesa in aria con all'interno, l'occhio e la luce intorno (secondo gli studi, la punta delle piramidi egizie, detta Pyramidion, era in origine probabilmente ricoperta con lamine d'oro e risplendeva in modo deciso alla luce del sole) ;
l'occhio stesso è circondato dalla scritta "Annuit Cœptis" che significa "egli approva le nostre decisioni" e "Novus Ordo Seclorum", ovvero "Nuovo Ordine delle Epoche", la piramide ha 13 gradoni che stanno a rappresentare le prime 13 colonie, mentre in basso in numeri romani vi è impresso l'anno dell'indipendenza, il 1776.
Ancora più inquietante il simbolo del DARPA, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, con la stessa piramide e l'occhio dello stemma americano ma con una piccola modifica, dall'occhio una luce si dirama per tutta la Terra, un po come a sancirne il controllo totale.
Logo del DARPA
Quello che ci deve fare pensare oggi, non è tanto il simbolo in se, che è soltanto un simbolo che rappresenta un sapere antico, tramandato nella storia, o la benedizione e la buona fortuna, ma il suo significato a seconda dei contesti; è questo il vero potere, il SAPERE, è un insegnamento di vita antico di secoli, chi più sa più controlla, chi meno sa più viene controllato. E' questo il motivo che ci spinge ad avere paura di un occhio dentro un triangolo, perché utilizzato da "Illuminati", "Massoni", o dai "centri di potere", ma quanto sappiamo veramente di ciascuna di queste "entità?".
esempio di Pyramidion in basalto
Informiamoci, apriamo la nostra mente a più visioni e a più versioni della stessa realtà e consideriamone una
nostra, senza paura del simbolo, quello facciamolo nostro, comprendiamolo, e avremo la chiave per decifrare i messaggi di chi sa, e utilizza ciò che sa, per sopraffare chi ignora determinate conoscenze.



Il Mondo forse ha cambiato aspetto, forse si è evoluto, o forse è solo passato il tempo, ed abbiamo dimenticato, più torniamo indietro a ritroso e più ci accorgiamo dell'inganno..


 [Articolo: Ahki Strike The Head]

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26 settembre 2013

L'origine dei simboli Zulu (parte III): L'ANKH




Oggi parliamo di uno dei simboli più famosi dell'egittologia, si tratta della croce ansata (termine cristiano adottato dai Copti), ovvero l'ANKH (vita), ma di cosa si tratta e cosa rappresenta? è davvero una croce?
L'interpretazione più diffusa, anche se il significato originale resta ancora un mistero per gli egittologi stessi, è quello di rappresentare la vita, e la fertilità, quindi buona fortuna, salute e prosperità, il cerchio che sovrasta la T, è come un ciclo infinito, la vita eterna, l'eterno ripetersi della nascita, crescita, morte e rinascita. Molti studiosi hanno pensato alla stilizzazione del grembo materno, ma non solo, la parte sottostante "l'utero", che viene chiamata TAU (la forma a T) è un simbolo riconducibile a Osiride, parte maschile e di forma "fallica", quella sovrastante a cerchio invece simboleggia Iside, parte femminile (yin e yang?). 
In tutte le culture antiche c'è sempre lo stesso binomio, che fa parte poi della natura umana, come di quella "cosmica", l'unione tra cielo e terra, maschio e femmina, luce e buio, bene e male, divino e umano, è continuamente ripetuta fino ai giorni nostri, sempre con la stessa forza, quella dell'unione dei due opposti per dare origine al "Tutto". 
Ma analizziamo la forma dell'Ankh e alla sua rappresentazione nei disegni, non è un caso se viene chiamata anche "chiave della vita", sembra infatti trasportata come una chiave, e la sua corretta interpretazione potrebbe davvero portare alla chiarezza di molti misteri. Il simbolo della vita eterna e dell'immortalità viene accostato anche all'universo, vita allo stato primordiale, che si forma dallo scontro degli astri.


Il mistero dell'interpretazione dell'Ankh è da imputare anche alle diverse rappresentazioni, che lo portano a diventare quasi uno strumento vero e proprio, adatto a molte cose diverse, oltre al ruolo di chiave (vista come potente apertura verso la conoscienza), poteva essere anche uno specchio (l'influenza che ha avuto in epoca romana sul simbolo della mano di Venere o specchio di Venere è evidente), oppure secondo alcuni studiosi sarebbe il legaccio del sandalo ai piedi degli Dèi, pronti a compiere il loro cammino. In altre raffigurazioni viene posto all'altezza del volto da chi lo impugna, come se fosse uno strumento medico, o di osservazione (non è un caso, a tal proposito, se il progresso medico di quell'epoca ha gettato le basi per la medicina moderna). Nulla ci vieta di pensare che potesse addirittura essere uno strumento di precisione utilizzato da chi possedeva conoscenze superiori, e quindi considerato divino, l'ankh in alcuni disegni viene anche dotato di braccia umane che sostengono il disco solare oppure uno stendardo sacro,
come a volerne sottolineare l'utilizzo come strumento per contattare gli Dei o per osservare gli astri. Senza perderci in supposizioni magiche e misteriose, la libera interpretazione è sempre concessa, dove non sono più presenti gli strumenti per la comprensione reale di una conoscenza, l'importante è sempre analizzare tutti gli elementi e continuare a ragionare sul significato delle cose, considerando che i nostri occhi non saranno mai gli stessi dei nostri antichi predecessori. Una cosa però è chiara ormai a tutto il Mondo e chi non se ne rende conto ha gli occhi chiusi, il progresso tecnologico e culturale non è mai appartenuto soltanto a noi, e anzi, noi siamo solo figli scapestrati di una sapienza molto più vasta, che tutt'ora non siamo in grado di comprendere.



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L'origine dei simboli Zulu (parte II): L'occhio di Horus
L'origine dei simboli Zulu (parte I): il gesto delle corna

8 dicembre 2015

Significato della Bandiera di Universal Zulu Nation


Visto che è appena passato il Quarantaduesimo Anniversario di Universal Zulu Nation  Vi presentiamo il significato della Bandiera dell'Universal Zulu Nation sulla quale molti avevano chiesto informazioni, ecco qui tutte le risposte. Universal Peace

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Per tutti quelli che non hanno mai compreso che la nostra Bandiera non è un Logo come la Wisdom Face o gli altri loghi della Zulu.
Questa è la Bandiera ufficiale di Universal Zulu Nation che tutti i siti e Charter dovrebbero avere ed esporre.
Questa non è un Logo come la Wisdom Face o l'Ankh, questa è la nostra Bandiera che Rappresenta l'Universo/i e il Rispetto per tutte le Sacre Scritture contenenti gli  Insegnamenti dell'Universo.
Rappresenta il Rispetto verso tutti i Pianeti nel nostro Universo.
Rappresenta il  Rispetto e l'Amore per il nostro Sole che è la Luce di Tutte le "Forze Supreme" che abbiamo chiamato e chiamiamo con diversi Nomi.
La X rappresenta tutto quello che ancora è sconosciuto agli Umani , mentre il Punto di Domanda che rappresenta il PERCHE', visto che noi vogliamo risposte basate sui fatti.
L'Alpha e l'Omega (rappresentano L'Inizio e La Fine), il Nero rappresenta L'Universo i Pianeti  Del nostro Sistema Solare e tutto ciò che c'è oltre il Conosciuto e oltre lo Sconosciuto.
La bandiera Onora e Rispetta tutto questo. Non esiste altra bandiera come questa, è l'unica che da Rispetto a tutto l'Universo/i, a tutto gli Esseri nell'Universo/i e al TUTTO del Tutto in Tutto l'Universo/i.
Fonte: Universal Zulu Nation


6 agosto 2022

Infinity | Universal Zulu Nation Chapter Italy - New Party Face

 


Buongiorno, oggi, Vi presentiamo la nuova Party Face del Chapter Italiano della Universal Zulu Nation creata per noi da Dragwan, che ringraziamo infinitamente.

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Questa Party Face in realtà ha ormai un po' di anni, e una storia lunga alle spalle, in quanto il capitolo italiano ha avuto un po' di switch importanti, da quando si chiamava Omega Zulu Maasai, fino all'ufficializzazione vera e propria del capitolo, con attestato ufficiale e tesseramento registrato dei membri. Al tempo cercavamo un modo di rappresentare tutti i principi: della Universal Zulu Nation, del nostro Chapter, e quelli che potessero identificare l'Italia. 

Infatti sappiano come ogni Chapter abbia la propria party face, che gli permette di essere riconoscibile a tutta la famiglia della UZN, la quale definisce anche l'intento e le caratteristiche del Chapter, e questo è quello che abbiamo cercato di fare anche noi con l'aiuto di Dragwan (former member di uzn Italia), che ha sintetizzato, in questa grafica, tutti gli elementi che gli avevamo mandato.

La Party Face, originale, prende spunto dalle opere di un'artista che, durante la sua ricerca artistica, stilizzava le maschere tribali africane per creare dei medaglioni, che venivano poi utilizzati dagli Zulu per il Martedì Grasso di New Orleans. Le maschere, nella tradizione africana, hanno un ruolo importante e hanno una valenza molto spirituale, venivano usate nelle danze e nei riti religiosi. Mentre veniva dato uno status speciale agli artisti che le realizzavano e a coloro che le indossavano durante le cerimonie. Nella maggior parte dei casi, la creazione di maschere è un'arte che si tramanda di padre in figlio insieme alla conoscenza dei valori simbolici e

31 luglio 2014

Rosso, nero e verde: la scienza dietro ai colori della bandiera della liberazione nera




Ecco un altro dei tanti simboli usati a livello di Cultura Hip Hop e di strada, che spesso vengono portati e mostrati travisandone oppure proprio non sapendone il significato, vediamo così di vederne l'origine spiegandone la storia.

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La bandiera della Liberazione Nera, Pan-africana* o ancora Nazionalista Nera , fu commissionata da Marcus Garvey leader del movimento nazionalista nero,  la "Black Flag",  era in origine stata disegnata per essere la bandiera legata al movimento chiamato "Universal Negro Improvement and African communities leagues (UNIA)", difatti si può trovare anche con il nome di UNIA flag.
Venne ufficialmente adottata il 13 agosto del 1920 nell'articolo 39 all'interno della Dichiarazione dei diritti delle Persone Nere nel mondo (Declaration of Rights of the Negro Peoples of the World).
Associata all' organizzazione "back to Africa" (Ritorno all'Africa).
La bandiera venne addottata e modificata poi da molte nazioni o movimenti come simbolo dell'ideologia pan-africana.
La bandiera è formata da tre bande orizzonatali della stessa misura con i seguenti colori posizionati dall'alto verso il basso: Il rosso, il nero e il verde, viene considerata un simbolo universale della solidarietà razziale nera e dell'orgoglio della popolazione di colore.

L'idea di creare una bandiera derivò da una canzone popolare del 900 dove nel testo si diceva che tutti i popoli hanno una bandiera ma i coon? Coon è un termine dispregiativo che viene usato per definire una persona di colore e deriva da baracoons, una gabbia dove venivano stipati gli schiavi prima di essere deportati.




Così Marcus Garvey dichiarò: "Mostratemi la razza o la nazione senza una bandiera, e vi mostrerò una razza e una nazione senza orgoglio. Aye! Nella canzone e nella mimica dicono " tutte le razze hanno una bandiera ma i coon?" Com'è vero! Aye! Ma questo poteva essere detto 4 anni fa ma adesso non possono più dirlo."

La bandiera divenne poi popolare durante i moti rivoluzionari degli anni 60

Il significato dei tre colori:

Il rosso - il sangue versato dai nostri antenati che si sono ribellati alla supremazia bianca, il sangue che lega la sofferenza del popolo africano.

7 giugno 2013

L'origine dei simboli Zulu (parte II): L'occhio di Horus



Nella seconda parte di questo viaggio alla scoperta dei simboli antichi, ci addentriamo in una delle più misteriose ed affascinanti rappresentazioni egizie, si tratta dell'occhio di Horus, chiamato anche occhio di Ra (nella lingua egizia "udjat" che ha il significato di "preservare" e di "protezione").

È incredibile pensare a quante cose esso possa rappresentare, e chiaramente, come tutti i simboli antichissimi, possiamo dedurne soltanto una parte, e comprenderne i contenuti solo in base alla nostra logica o da ciò che è stato tramandato fino ai giorni nostri. Esso rappresenterebbe la buona salute e il potere, ma anche la saggezza e il cuore dell'anima, il famoso "terzo occhio". Ma ecco che le curiosità si moltiplicano perchè "l'udjat" veniva anche utilizzato come unità di misura legata alla divisione delle singole parti del disegno in 64. Ora io non mi addentro di certo nell'aritmetica egiziana, ma pensare che ogni parte avesse un suo significato e un utilizzo concreto è quantomeno affascinante.


Non meno di questa scoperta, ovvero che la forma in se dell'occhio di Ra, non è altro che la rappresentazione di una parte fondamentale e centrale del nostro cervello ovvero la "ghiandola pineale", che si occupa di produrre una sostanza che regola il nostro sonno, e che si attiva anche durante la meditazione profonda, ovvero la "triptamina" sostanza endogena e allucinogena. Unica parte non doppia del cervello, per Cartesio era il punto di congiunzione tra Mente e Corpo. Dà molto da pensare anche la differenza che davano all'occhio destro e all'occhio sinistro, appunto come nel cervello, governato da due parti distinte, anche in queste leggende traspare un frammento di conoscenza scientifica, che a noi puo' "suonare" come leggenda fiabesca, ma chi puo' dirlo? Certe forme comunicative antiche che a noi sembrano bizzarre per spiegare cose reali, all'epoca potevano essere più che chiare e comprensibili, le chiavi di lettura cambiano anche in base allo stile di vita, alla società e alle credenze di quel determinato momento. Precisazione che svela una parte importante di questo simbolo è che RA (il sole) e HORUS (la luna) sono due divinita' diverse e che esistono quindi 2 tipi di occhi, appunto, il destro, e il sinistro. Il mito racconta che Horus (figlio di Iside e Osiride) ebbe uno scontro violento con Seth, che durò almeno 40 giorni nel deserto, nella battaglia perse il suo occhio sinistro, rubato da Seth con furbizia. Nonostante la sconfitta non si arrese e pur provato e devastato, arrivato quasi al limite riusci' a sconfiggere il suo nemico e a riprendersi cio' che era suo di diritto.
Una volta recuperato l'occhio sinistro, grazie a Thot, dio delle Arti e della Medicina, riusci' a reimpiantarlo nella sua orbita vuota e a recuperare la vista, in cambio pero' avrebbe dovuto cedere 1/64 del suo occhio al suo guaritore (tutto torna, ogni numero utilizzato nei racconti egizi non è mai casuale, e sempre secondo la leggenda l'occhio sinistro cadde sulla Terra durante la battaglia e insegno' la matematica agli uomini). 
L'occhio destro è invece quello di RA (dio del sole), la sua storia è quella della creazione, durante il sonno l'occhio si staccò da Ra e andò sulla Terra spinto dalla sua curiosità, al suo ritorno trovò un nuovo occhio, che Iside aveva ricostruito preoccupata alla visione del bulbo vuoto, l'occhio pianse e le lacrime cadute sulla Terra crearono l'uomo, l'occhio (ormai divenuto il "terzo occhio") prese posto sotto forma di Cobra al centro della fronte e posto a protezione del basso Egitto..
Sono soprattutto allegorie (raccontate in molti modi e con varianti e particolari differenti più o meno interessanti) di un racconto sicuramente più ampio e ormai di difficile interpretazione, ma i tasselli si ricompongono a poco a poco e non fanno che darci da pensare. La verità nascosta in due parti ben distinte, di uno stesso individuo, si ripetono nella storia fino ai giorni nostri: yin e yang, bianco e nero, bene e male, destra e sinistra, cielo e terra, sole e luna… Horus e Ra.

Riporto infine un passaggio che ritengo particolarmente interessante tratto dal libro di Murry Hope, Il Segreto di Sirio dove si parla dell'unità di misura egizia utilizzata per calcolare il volume del grano, L'Heka.

"l'Heka era rappresentata con un Udjat mentre per le frazioni di Heka sono usati i glifi componenti l'Occhio. Per questo grazie al suo collegamento sia con il Volume che con la Luna, e quindi il Tempo Lunare, si può dire che l'Occhio di Horus era la Chiave della Misurazione dello Spazio e del Tempo, e quindi della Misurazione e della Determinazione della Manifestazione.
La Manifestazione è così asseribile a quei 63/64 rappresentati all'Occhio... e il restante 1/64?

La Verità deve negare sé stessa per essere tale, ed ecco quindi l'Unità non Apparente, quella che si acquisisce solo andando oltre, abbandonando Tutto."

fonti principali: Wikipedia, Dizionario dei simboli e delle divinita' egizie (Manfred Lurker), Il segreto di Sirio (Murry Hope).
Libri consigliati per approfondimento: http://www.unilibro.it/find_buy/findresult/libreria/prodotto-libro/argomento-geroglifici_.htm

26 ottobre 2012

L'origine dei simboli Zulu (parte I): il gesto delle corna


Inauguriamo la rubrica dedicata al "simbolismo" con la prima parte di una necessaria riflessione sull'origine dei segni caratterizzanti Zulu Nation. Ad occompagnarci in questo viaggio, ahki Strike The Head. Commenti sono ben accetti :-)

***

Fin dall'antichità, i simboli hanno avuto un'importanza fondamentale nella comunicazione umana, in ogni punto della storia, si possono notare segni ed espressioni, anche gestuali, di diverso stile e connotazione.

La Svastica Indiana
Che sia esoterico o religioso, il simbolo, di per sé non ha un significato che può essere definitivo, se non viene preservato il messaggio originale, avviene una reinterpretazione, spesso anche errata o approssimativa; se tra 1000 anni qualche malintenzionato andasse a prendere il simbolo del cuore per la sua truppa e andasse a sterminare qualche etnia, quel simbolo diverrebbe nel corso degli anni un simbolo certamente di morte, come già e' accaduto in passato con la svastica indiana (la parola deriva dal sanscrito svastikah, che significa "essere fortunato"), che nell'immaginario collettivo diventa simbolo di morte e distruzione a causa del Nazismo.

28 febbraio 2026

UZN FORMAT | E che non lo sai? EP. 4 Master Freez (Video Completo)

 

Il Podcast E CHE NON LO SAI?? condotto dal nostro Ahki Stritti‬ è arrivato alla quarta puntata. Per questa puntata il protagonista sarà un pioniere dell' Hip Hop in Italia, un super Dj e uno Zulu King, intervistato da Ahki Stritti, potrete sentire la puntata completa con la storia di Master Freez

Ecco gli argomenti del video trattati con la super guest MASTERFREEZ  Minutaggio per argomenti: 0:00:00 Introduzione 0:00:34 Sigla 0:00:53 Introduzione 0:01:31 Origini 0:20:27 Roma 0:22:33 TJ Sanders, Moz-Art e Baldelli 0:33:08 Deejay 0:39:48 Rappresenta e Boogie Down 0:47:38 ZuluNation 0:57:48 



26 marzo 2026

UZN FORMAT | E che non lo sai? EP. 5 MC Callaman (Video Completo)

 

Questa quinta puntata è protagonista MC CALLAMAN

Il Podcast E CHE NON LO SAI?? condotto dal nostro Ahki Stritti‬ è arrivato alla quinta puntata. Per questa puntata il protagonista sarà un MC mitologico di Rimini presente da sempre nella scena e attivissimo al microfono, che ci racconta la sua storia e i suoi pensieri sulla scena, come erano le prime sfide di breaking, come si è passati dalle posse alle crew, l'importanza di Rimini nella scena e la magia dell'Hip Hop e molto altro.




Articoli Simili:

15 febbraio 2013

Origine e significato di "Each One Teach One"



Dopo l'articolo di Ahki Flavio inerente al significato di alcuni vocabolari utilizzati all'interno di UZN continua l'approfondimento sulle origini dei modi di dire all'inteno della Cultura Hip Hop. Questa lettera tradotta da Smogone, è tratta dal sito del chapter Zulu Nation olandese, e ci spiega la storia e l'origine della frase "Each One Teach One".



Pace alla famiglia Zulu!
Come tutti sapete "Each one Teach One.." è un motto comunemente usato all'interno dell'Universal Zulu Nation. Ecco una piccola storia alla base di questo motto:

Each One Teach One è un noto Proverbio Africano. L' autore originale rimane sconosciuto.

"Questa frase è nata negli USA durante il periodo della schiavitù, quando Africani e Afro-americani venivano privati dell'istruzione, incluso l'apprendimento della lettura. Molti se non la maggioranza degli schiavi erano tenuti in uno stato d'ignoranza riguardante qualsiasi cosa che andava oltre le loro immediate necessità, le quali erano sotto il controllo dei padroni, dei legislatori  e delle autorità. Negare l'istruzione era uno dei metodi usati per mantenere gli schiavi docili e sotto controllo, per instillare e mantenere la convinzione che fossero inferiori e indegni di una vita al di là dell'essere servitori, del lavoro e di un trattamento duro. Il diritto all'istruzione e la possibilità d'imparare erano obiettivi irraggiungibili per molte persone, ma gli schiavi, i neri liberi ed i simpatizzanti bianchi capirono il suo valore. Alcune di queste persone, nonostante la possibilità di punizioni fisiche, e per la gente di colore anche il continuo assalto al proprio benessere psicologico, hanno avuto abbastanza coraggio da mettere a rischio loro stessi nello sforzo di insegnare agli altri (to teach others). Quando uno schiavo imparava o diventava capace di leggere, il suo compito diventava quello di insegnare a qualcun'altro… (to teach someone else)… che diventò, Each one, teach one. Questa frase diventò un modo di dire che tutt'ora risuona nella comunità Afro-americana, e viene usata per definire molti eventi di beneficenza, programmi educativi e di volontariato nelle comunità.

Sappiate questo. Ogni persona è un insegnante. Attraverso la parola, il carattere personale, l'abbigliamento, gli obiettivi, i risultati, la reputazione e altri simboli che definiscono lo status sociale, Tutti noi ci stiamo insegnando a vicenda costantemente in una grande varietà di modi. Alcune persone sono consapevoli di ispirare e insegnare ad altre persone. Tuttavia, la maggior parte delle persone vivono la propria vita inconsapevoli della propria influenza verso gli altri.  Ogni piccola azione che compiamo pubblicamente insegna, influenza ed ispira in qualche modo chi in quel momento potrebbe guardare quello che stiamo facendo.
"The Gospel of Hip Hop" (Krs one)

StepChild
UZN Omega Zulu Twin Cities
Battle Cats/Rock Lordz/TBB 

17 gennaio 2026

UZN FORMAT | E che non lo sai? EP. 3 Ahki Stritti (Video Completo)



Il Podcast E CHE NON LO SAI?? condotto dal nostro Ahki Stritti‬ è arrivato alla terza puntata. Per questa puntata il conduttore sarà MX dei Double Struggle mentre il protagonista della puntata sarà proprio il nostro Ahki Stritti intervistato proprio da MX per lo speciale di Natale. 

Intervista effettuata all' Ankoventional dove si svolgeva l' Hip Hop Battle C.R.E.A.M. organizzata dai Double Struggle, in questa puntata si parla di Storia della Cultura Hip Hop, dell'Hip Hop Italian Museum, Danza Hip Hop e tanto altro. 

Qui il minutaggio per argomenti: 0:00:00 Introduzione 0:00:24 Sigla 0:00:44 Introduzione 0:01:45 Danze Hip Hop 0:08:38 Hip hop Format 0:12:18 New Jack Swing 0:14:50 Rap in classifica? 0:18:17 I Rapper valorizzano la Danza? 0:23:00 In Italia è valorizzata la Danza? 0:26:50 Jam e Battle 0:31:20 Lo Street Wear 0:36:16 Trap e Musica Hip Hop 0:46:50 L'influenza del Writing 0:47:25 Globalizzazione della Musica 0:54:00 Hip Hop Italian Museum 0:57:10 Saluti Finali



3 ottobre 2013

1 NOVEMBRE 2013, ROMA: ITALIAN UNIVERSAL ZULU NATION ANNIVERSARY 2013








ITALIAN UNIVERSAL ZULU NATION ANNIVERSARY 2013





Da un po' di anni non organizzavamo un anniversario perché ci tenevamo ad offrirvi tutto ciò che avremmo voluto per noi stessi: un evento gratuito e culturale, per ballare, divertirci, guardarci negli occhi, ritrovarci. I nostri b-boy vi offriranno il meglio durante i workshop, ci sarà il RockLedge TopRock Battle,  la conferenza e il Party con i nostri ospiti speciali: fino ad ora il colossale Ice One, lo Zulu Minister Life 9 direttamente dalla Scandinavia e il grandissimo MC Shark hanno confermato la loro presenza e il loro supporto. Ma rimanete sintonizzati... le sorprese non finiscono qui! Peace




Programma in continuo aggiornamento & info disponibili alla pagina Facebook:
https://www.facebook.com/events/355500621248700/365310393601056/?notif_t=like


* Dove e quando?

Venerdi 1 Novembre 2013 (festivo)
Location: Init Club - Via Della Stazione Tuscolana 133 - Roma
FREE ENTRY - Ingresso gratuito


* Perché?

Dal 1973, il mese dell'anniversario della Universal Zulu Nation è Novembre. I membri della UZN italiani vogliono riunirsi con i sostenitori italiani e stranieri della cultura Hip Hop per crescere e confrontarsi tutti insieme.


* Premessa:

Lo Universal Zulu Nation Anniversary vuole essere un tributo alla Universal Zulu Nation e ai suoi valori di positività e creatività, simboli della Cultura Hip Hop.


* Perché la Universal Zulu Nation?

La Universal Zulu Nation (UZN) é la più longeva (12/11/1973), la più grande e la più rispettata organizzazione delle origini della Cultura Hip Hop al mondo.
In questo contesto, il suo fondatore Afrika Bambaataa, accanto ai quattro elementi artistici tradizionali, l'Mcing (la parola), il Djing (la musica), il Writing (il dipingere) e il Breaking (la danza) aggiunge il 5°elemento che li abbraccia tutti: la Conoscenza (storica e culturale).


* Perché una FESTA in onore della Universal Zulu Nation?

Anche in Italia, con il passare degli anni, si è avuta una grossa crescita e diffusione della cultura Hip Hop, tale da meritarsi un posto di rilievo nel panorama artistico nazionale musicale, della danza e della pittura. Purtroppo dal punto di vista culturale non si è avuta la stessa crescita, pertanto ci si è venuti a trovare in una situazione critica in cui le varie abilità sono rimaste fini a se stesse perdendo il contatto con la realtà che le ha generate. Il progetto di questo evento nasce con l'intenzione di promuovere e diffondere i valori che stanno alla base della Cultura Hip Hop e come tributo alla UZN in quanto rappresentazione del suo spirito originale. È per questo motivo che si vuole dare l'opportunità ai giovani di conoscerla, e ai veterani di riviverla secondo i principi di "Peace, Unity, Love, Fun, Knowledge, Respect, Wisdom and Understanding". 
Quest'anno si vorrebbe non solo celebrare l'anniversario della fondazione, ma festeggiare il riconoscimento ufficiale della rappresentanza italiana della Universal Zulu Nation nel mondo.


PROGRAMMA:

* 18:00 – 19:30
Workshop BREAKING, ROCKING, TOPROCKING & PREVENZIONE INFORTUNI: GRATUITO

- Breaking, rocking, toprocking a cura dei b-boys (ballerini) membri della Universal Zulu Nation Italia (guida alla preparazione atletica, toprock/rockin, party style, cypher attitude etc.). Il workshop sarà a cura di Lorenzone (toprocking - UZN/Troopers Floor), Snap (breaking - UZN/Last Alive), Rockris (motoria - UZN/Natural Force Crew), Shai (breaking - UZN) & more.


* Dalle 19:30 alle 20:30 

Zulu Meeting of the Minds (Incontro delle Menti): GRATUITO

9 gennaio 2026

Street Fashion | La storia delle Red Sneakers come simboli culturali e le ricerche di Harvard

 

Questo articolo mischia due elementi della Cultura Hip Hop ovvero la Street Fashion e lo Street Entrepreneurism. Elementi spesso sottovalutati ma che hanno sempre avuto un peso specifico molto importante sia all'interno della Cultura Hip Hop, e che ora dominano una grande fetta di quella globale.

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Incipit

Durante il ventunesimo secolo le sneakers hanno smesso di essere puramente prodotti di consumo per divenire dei veri e propri simboli culturali. L’effetto delle sneakers rosse è un concetto di marketing coniato dalla Harvard business School e derivante dalla pratica del venerdì casual, ovvero l'usanza che permette ai dipendenti di vestirsi in modo informale il venerdì al fine di abbattere le barriere sociali le gerarchie imposte dall'abbigliamento formale. Le persone tendono ad attribuire uno status e competenze più elevate e individui che non si conformano nell'abbigliamento convenzionale. Comportamenti devianti, come indossare sneakers appariscenti in un contesto professionale mostrano coraggio e spontaneità suscitando interesse da parte degli altri. Un abbigliamento, dunque, fuori dalla norma, tuttavia non provocatorio, volgare o inappropriato, emana un'aura unica e dona una forza carismatica all'individuo, indipendentemente dal suo status e dalle sue reali competenze.

Il Casual Friday

Il Casual Friday, noto anche come casual day o Venerdì americano, è una tendenza diffusa nell’Occidente ad adottare un codice di abbigliamento rilassato e informale nel giorno di venerdì. 
In tale occasione non si indossano abiti completi da uomo, cravatte, camicie e scarpe eleganti.
La tendenza ebbe origine dall'usanza di metà secolo nelle Isole Hawaii con il cosiddetto Aloha Friday, che prevedeva appunto di indossare delle camicie hawaiane nell'ultimo giorno della settimana lavorativa ordinaria. Il casual Friday iniziò negli Stati Uniti negli anni '50 e '60, quando Hewlett-Packard permise ai suoi dipendenti di vestirsi in modo più casual il venerdì e lavorare su nuove idee. L'usanza si diffuse lentamente in California e poi in tutto il mondo fino agli anni '90, quando divenne nota col nome di Casual Friday. Nel 1994, 497 delle 1000 aziende più importanti d'America organizzavano il Casual Friday, tra cui General Motors, Ford e IBM. Valerie Steele ha descritto l'introduzione del Casual Friday come il cambiamento più radicale nella moda da lavoro dagli anni '70, quando le donne chiedevano il diritto di indossare i pantaloni in ufficio. La diffusione del Casual Friday è andata di pari passo con un generale allentamento dei dress code nel mondo occidentale. Marchi di moda come Levi's hanno consapevolmente promosso lo sviluppo della moda business casual al fine di aumentare le vendite dei loro prodotti. In modo diametralmente opposto, alcune aziende, in particolare di creativi, hanno introdotto un venerdì formale. Poiché i dipendenti sono solitamente vestiti in modo casual, l'abbigliamento formale viene deliberatamente indossato in alcuni venerdì del mese.

La ricerca di Harvard + commenti

Il testo in nero è la traduzione della ricerca, mentre in grigio trovate i commenti.
Sia in ambito professionale che non professionale, gli individui spesso compiono uno sforzo significativo per apprendere e rispettare i codici di abbigliamento, l'etichetta e altri standard di comportamento, scritti e non scritti. Il rispetto di tali regole e norme sociali è guidato dal desiderio di ottenere accettazione sociale e status ed evitare sanzioni negative come la disapprovazione sociale, la ridicolizzazzione e l'esclusione. 

"Ciò, ovviamente, vale anche per la Cultura Hip Hop e per ogni suo elemento -i quali hanno ognuno i loro propri codici - un b-boy sarà vestito in modo diverso da un rapper, come lo sarà un writer. Il codice è una delle parti fondamentali per creare una Cultura, infatti ogni cultura ha i suoi codici." 

31 dicembre 2022

Approfondimenti | Illuminazione, Maestri, Insegnamento, educazione PT.1

Chiudiamo e iniziamo l'anno con un articolo molto importante dal punto di vista di UZN "l'illuminazione"

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Alla fine dei conti per chi ha veramente studiato UZN, e la sua storia, sa come la Universal Zulu Nation è stata, di fatto, creata per portare "Illuminazione", ovvero per potare luce, dove di luce non ce n'era. Ovviamente non si parla di luce fisica, ma della luce della Conoscenza e della Comprensione, infatti "Knowledge", o "Conoscenza", è sempre stata la parola chiave della Universal Zulu Nation, che ha creato e divulgato il quinto elemento dell'Hip Hop - proprio sotto questo nome, fondando così, di fatto, la Cultura Hip Hop. 

E' importante sottolineare, anche, come UZN non si sia mai fermata alla conoscenza riguardante solo la  storia dell' Hip Hop, ma ha sempre cercato di portare Illuminazione, o conoscenza, in tutti gli ambiti possibili, con un un focus preponderante sulla conoscenza riguardante il miglioramento personale, in quanto ambito di miglioramento per tutta la comunità - nella sua totalità, "Universal" significa Universale e ciò implica uno dei modi di pensare dei veri Zulu - pensare in ottica comunitaria, pensare di migliorare lo sviluppo globale della propria comunità, del proprio paese, della propria nazione e dell'Universo.

Fu così che nacquero le Infinity Lessons, che di fatto sono il corpus di base per l'istruzione e la crescita di ogni membro ufficiale della Universal Zulu Nation, Le Infinity Lessons entrarono nell'uso comune nel 1970 nel Bronx, New York, sotto la guida di Afrika Bambaataa, il padre fondatore della Cultura Hip Hop e comprendono vari scritti, saggi e informazioni utili per l'organizzazione, l'unione, e l'educazione dei giovani appartenenti alle gang di strada, tracciando così il nucleo di lezioni fondamentali di conoscenza, saggezza, comprensione e amore che partirono da un'ampia base di frammenti religiosi e filosofici. Le Infinity Lessons hanno aiutato a diffondere i principi della Universal Zulu Nation e dell'Hip Hop per cinquant'anni e sono riconosciute da molti studiosi, storici, e pionieri come parte formativa della storia dell'Hip Hop.

*(Per maggiori info andate alla pagina Infinity Lessons, o acquistate il libro Libri | "Zulu Nation Italia Works & Knowledge" Fuori Ora!)

Quindi, anche non volendolo, UZN si è assunta un ruolo di educatrice, e il legame che ha Universal Zulu Nation con l'educazione è molto profondo, e ogni Zulu sa come il suo ruolo sia quello di esempio di crescita personale per sè e per gli altri, a maggior ragione per gli Zulu King dal Green Book 

"Durante la vita siamo tutti degli insegnanti, sia che una persona lo comprenda o meno. I membri Zulu sanno di essere degli insegnanti e fanno in modo di far proprio questo. Condividiamo, nella vita, con gli altri Zulu e tutte le altre persone la conoscenza che