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6 agosto 2022

Infinity | Universal Zulu Nation Chapter Italy - New Party Face

 


Buongiorno, oggi, Vi presentiamo la nuova Party Face del Chapter Italiano della Universal Zulu Nation creata per noi da Dragwan, che ringraziamo infinitamente.

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Questa Party Face in realtà ha ormai un po' di anni, e una storia lunga alle spalle, in quanto il capitolo italiano ha avuto un po' di switch importanti, da quando si chiamava Omega Zulu Maasai, fino all'ufficializzazione vera e propria del capitolo, con attestato ufficiale e tesseramento registrato dei membri. Al tempo cercavamo un modo di rappresentare tutti i principi: della Universal Zulu Nation, del nostro Chapter, e quelli che potessero identificare l'Italia. 

Infatti sappiano come ogni Chapter abbia la propria party face, che gli permette di essere riconoscibile a tutta la famiglia della UZN, la quale definisce anche l'intento e le caratteristiche del Chapter, e questo è quello che abbiamo cercato di fare anche noi con l'aiuto di Dragwan (former member di uzn Italia), che ha sintetizzato, in questa grafica, tutti gli elementi che gli avevamo mandato.

La Party Face, originale, prende spunto dalle opere di un'artista che, durante la sua ricerca artistica, stilizzava le maschere tribali africane per creare dei medaglioni, che venivano poi utilizzati dagli Zulu per il Martedì Grasso di New Orleans. Le maschere, nella tradizione africana, hanno un ruolo importante e hanno una valenza molto spirituale, venivano usate nelle danze e nei riti religiosi. Mentre veniva dato uno status speciale agli artisti che le realizzavano e a coloro che le indossavano durante le cerimonie. Nella maggior parte dei casi, la creazione di maschere è un'arte che si tramanda di padre in figlio insieme alla conoscenza dei valori simbolici e

8 dicembre 2015

Significato della Bandiera di Universal Zulu Nation


Visto che è appena passato il Quarantaduesimo Anniversario di Universal Zulu Nation  Vi presentiamo il significato della Bandiera dell'Universal Zulu Nation sulla quale molti avevano chiesto informazioni, ecco qui tutte le risposte. Universal Peace

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Per tutti quelli che non hanno mai compreso che la nostra Bandiera non è un Logo come la Wisdom Face o gli altri loghi della Zulu.
Questa è la Bandiera ufficiale di Universal Zulu Nation che tutti i siti e Charter dovrebbero avere ed esporre.
Questa non è un Logo come la Wisdom Face o l'Ankh, questa è la nostra Bandiera che Rappresenta l'Universo/i e il Rispetto per tutte le Sacre Scritture contenenti gli  Insegnamenti dell'Universo.
Rappresenta il Rispetto verso tutti i Pianeti nel nostro Universo.
Rappresenta il  Rispetto e l'Amore per il nostro Sole che è la Luce di Tutte le "Forze Supreme" che abbiamo chiamato e chiamiamo con diversi Nomi.
La X rappresenta tutto quello che ancora è sconosciuto agli Umani , mentre il Punto di Domanda che rappresenta il PERCHE', visto che noi vogliamo risposte basate sui fatti.
L'Alpha e l'Omega (rappresentano L'Inizio e La Fine), il Nero rappresenta L'Universo i Pianeti  Del nostro Sistema Solare e tutto ciò che c'è oltre il Conosciuto e oltre lo Sconosciuto.
La bandiera Onora e Rispetta tutto questo. Non esiste altra bandiera come questa, è l'unica che da Rispetto a tutto l'Universo/i, a tutto gli Esseri nell'Universo/i e al TUTTO del Tutto in Tutto l'Universo/i.
Fonte: Universal Zulu Nation


31 luglio 2014

Rosso, nero e verde: la scienza dietro ai colori della bandiera della liberazione nera




Ecco un altro dei tanti simboli usati a livello di Cultura Hip Hop e di strada, che spesso vengono portati e mostrati travisandone oppure proprio non sapendone il significato, vediamo così di vederne l'origine spiegandone la storia.

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La bandiera della Liberazione Nera, Pan-africana* o ancora Nazionalista Nera , fu commissionata da Marcus Garvey leader del movimento nazionalista nero,  la "Black Flag",  era in origine stata disegnata per essere la bandiera legata al movimento chiamato "Universal Negro Improvement and African communities leagues (UNIA)", difatti si può trovare anche con il nome di UNIA flag.
Venne ufficialmente adottata il 13 agosto del 1920 nell'articolo 39 all'interno della Dichiarazione dei diritti delle Persone Nere nel mondo (Declaration of Rights of the Negro Peoples of the World).
Associata all' organizzazione "back to Africa" (Ritorno all'Africa).
La bandiera venne addottata e modificata poi da molte nazioni o movimenti come simbolo dell'ideologia pan-africana.
La bandiera è formata da tre bande orizzonatali della stessa misura con i seguenti colori posizionati dall'alto verso il basso: Il rosso, il nero e il verde, viene considerata un simbolo universale della solidarietà razziale nera e dell'orgoglio della popolazione di colore.

L'idea di creare una bandiera derivò da una canzone popolare del 900 dove nel testo si diceva che tutti i popoli hanno una bandiera ma i coon? Coon è un termine dispregiativo che viene usato per definire una persona di colore e deriva da baracoons, una gabbia dove venivano stipati gli schiavi prima di essere deportati.




Così Marcus Garvey dichiarò: "Mostratemi la razza o la nazione senza una bandiera, e vi mostrerò una razza e una nazione senza orgoglio. Aye! Nella canzone e nella mimica dicono " tutte le razze hanno una bandiera ma i coon?" Com'è vero! Aye! Ma questo poteva essere detto 4 anni fa ma adesso non possono più dirlo."

La bandiera divenne poi popolare durante i moti rivoluzionari degli anni 60

Il significato dei tre colori:

Il rosso - il sangue versato dai nostri antenati che si sono ribellati alla supremazia bianca, il sangue che lega la sofferenza del popolo africano.

27 maggio 2014

L'origine dei simboli (parte IV) - L'occhio nella piramide


Oggi prendiamo in esame uno dei simboli più misteriosi dell'umanità, spesso ad uso dei potenti della Terra, ed associato a Sette, Massonerie o ad ogni genere di riferimento al controllo globale;
sto parlando dell'"Occhio dentro la Piramide", detto anche "occhio della provvidenza".

L'occhio della provvidenza cristiano
Ma di cosa si sta parlando realmente?
Analizziamo insieme l'origine e il significato di una delle iconologie più antiche della storia umana.
Il simbolo deriva dal piu' antico Occhio di Ra, od occhio di Horus, che abbiamo già analizzato in precedenza, ancora una volta si parte dalla cultura egizia, luogo lontano da cui nasce gran parte del nostro sapere moderno, e dove un'altra parte importante della nostra esistenza è andata persa, è per questo che spesso riutilizziamo simboli egizi, e antichi, perchè hanno la chiave per comprendere la nostra storia, e perchè rappresentano lo scibile umano. Conoscere il nostro passato, e preservare le nostre radici, non puo' fare altro che delineare meglio il nostro percorso nel futuro.

Detto questo, possiamo addentrarci sulla sua interpretazione, un simbolo importante in moltissime culture e
tramandato nelle varie epoche. Il significato piu' diffuso per l'occhio nella piramide, è quello del "Dio che tutto vede", l'occhio di Dio protettore dell'umanità, è utilizzato anche nelle diverse religioni, come nel Buddismo dove viene chiamato "L'occhio del Mondo" molto più simile in realtà all'occhio di Ra (la rappresentazione con il triangolo come richiamo dell'antico egitto sembra comparire solo molto dopo la scomparsa della religione egizia, come a tramandarne il ricordo o la provenienza), o nella religione cristiana con "l'occhio della provvidenza" dove evidenzia, con il trangolo, la trinità, ben chiara con i raggi di luce emanati nelle tre direzioni (presente anche in numerosi dipinti del medioevo). Puo' essere indicato quindi a tutti gli effetti come una delle piu' antiche rappresentazioni di Dio. Come tutti i simboli, deriva da qualcosa di pre-esistente; l'occhio di Ra, e l'elemento della piramide sono un chiaro richiamo all'egitto, luogo di provenienza. I teorici degli antichi astronauti, a tal proposito spesso riconducono l'origine di questo tipo di simbologia  al contatto con esseri superiori portatori di sapere, l'occhio stesso in altre rappresentazioni viene disegnato con attorno nuvole in discesa dall'alto e con raggi
rappresentazione massonica
luminosi, questo pero' è riconducibile anche all'antico culto del sole, portatore di vita e prosperità.
Tutto quello che sappiamo è retaggio di qualcosa di precedente e spesso si dimentica l'origine o il significato profondo e reale, ma ciò che ci rimane è il senso inconscio di ciò che rappresenta;
senz'altro ciò che è rimasto nei tempi più recenti è il senso di "Potere" che esso emana, il "sapere" e "vedere" ogni cosa; dopotutto la cultura egizia è stata una delle più lunghe e potenti, abbiamo piramidi disseminate in tutto il mondo, e la maestosità e imponenza di tali strutture è indiscussa, è facile pensare che si sia tramandato semplicemente il suo "carisma" scenico per tutte le epoche. Nel 1797 viene preso come simbolo standard dei massoni insieme alla squadra e al compasso, qui, l'occhio di Dio che tutto vede, viene definito come GRANDE ARCHITETTO, considerandolo come simbolo di perfezione, e non è errato considerare che la precisione e l'origine delle piramidi (mistero tutt'ora non risolto) potesse essere visto come di costruzione divina. Il simbolo onnipresente in antichità viene utilizzato anche come simbolo alchemico ed esoterico, dove diventa un potente amuleto contro il malocchio, successivamente viene cucito anche in alcuni stemmi come quello di Braslau in Bielorussia, o in alcune università, come simbolo usuale, come porta fortuna, o come attestazione d'importanza.
L'analisi ci porta a capire che nel pensiero collettivo un simbolo del genere  dona un tono solenne di potenza e controllo.
retro dello stemma degli Stati Uniti d'America
L'utilizzo piu' clamoroso della storia resta quello dell'inserimento all'interno del dollaro statunitense, ma non solo, nel retro del famoso stemma dell'aquila degli Stati Uniti d'America vi è proprio una grande piramide con la punta sospesa in aria con all'interno, l'occhio e la luce intorno (secondo gli studi, la punta delle piramidi egizie, detta Pyramidion, era in origine probabilmente ricoperta con lamine d'oro e risplendeva in modo deciso alla luce del sole) ;
l'occhio stesso è circondato dalla scritta "Annuit Cœptis" che significa "egli approva le nostre decisioni" e "Novus Ordo Seclorum", ovvero "Nuovo Ordine delle Epoche", la piramide ha 13 gradoni che stanno a rappresentare le prime 13 colonie, mentre in basso in numeri romani vi è impresso l'anno dell'indipendenza, il 1776.
Ancora più inquietante il simbolo del DARPA, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, con la stessa piramide e l'occhio dello stemma americano ma con una piccola modifica, dall'occhio una luce si dirama per tutta la Terra, un po come a sancirne il controllo totale.
Logo del DARPA
Quello che ci deve fare pensare oggi, non è tanto il simbolo in se, che è soltanto un simbolo che rappresenta un sapere antico, tramandato nella storia, o la benedizione e la buona fortuna, ma il suo significato a seconda dei contesti; è questo il vero potere, il SAPERE, è un insegnamento di vita antico di secoli, chi più sa più controlla, chi meno sa più viene controllato. E' questo il motivo che ci spinge ad avere paura di un occhio dentro un triangolo, perché utilizzato da "Illuminati", "Massoni", o dai "centri di potere", ma quanto sappiamo veramente di ciascuna di queste "entità?".
esempio di Pyramidion in basalto
Informiamoci, apriamo la nostra mente a più visioni e a più versioni della stessa realtà e consideriamone una
nostra, senza paura del simbolo, quello facciamolo nostro, comprendiamolo, e avremo la chiave per decifrare i messaggi di chi sa, e utilizza ciò che sa, per sopraffare chi ignora determinate conoscenze.



Il Mondo forse ha cambiato aspetto, forse si è evoluto, o forse è solo passato il tempo, ed abbiamo dimenticato, più torniamo indietro a ritroso e più ci accorgiamo dell'inganno..


 [Articolo: Ahki Strike The Head]

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26 settembre 2013

L'origine dei simboli Zulu (parte III): L'ANKH




Oggi parliamo di uno dei simboli più famosi dell'egittologia, si tratta della croce ansata (termine cristiano adottato dai Copti), ovvero l'ANKH (vita), ma di cosa si tratta e cosa rappresenta? è davvero una croce?
L'interpretazione più diffusa, anche se il significato originale resta ancora un mistero per gli egittologi stessi, è quello di rappresentare la vita, e la fertilità, quindi buona fortuna, salute e prosperità, il cerchio che sovrasta la T, è come un ciclo infinito, la vita eterna, l'eterno ripetersi della nascita, crescita, morte e rinascita. Molti studiosi hanno pensato alla stilizzazione del grembo materno, ma non solo, la parte sottostante "l'utero", che viene chiamata TAU (la forma a T) è un simbolo riconducibile a Osiride, parte maschile e di forma "fallica", quella sovrastante a cerchio invece simboleggia Iside, parte femminile (yin e yang?). 
In tutte le culture antiche c'è sempre lo stesso binomio, che fa parte poi della natura umana, come di quella "cosmica", l'unione tra cielo e terra, maschio e femmina, luce e buio, bene e male, divino e umano, è continuamente ripetuta fino ai giorni nostri, sempre con la stessa forza, quella dell'unione dei due opposti per dare origine al "Tutto". 
Ma analizziamo la forma dell'Ankh e alla sua rappresentazione nei disegni, non è un caso se viene chiamata anche "chiave della vita", sembra infatti trasportata come una chiave, e la sua corretta interpretazione potrebbe davvero portare alla chiarezza di molti misteri. Il simbolo della vita eterna e dell'immortalità viene accostato anche all'universo, vita allo stato primordiale, che si forma dallo scontro degli astri.


Il mistero dell'interpretazione dell'Ankh è da imputare anche alle diverse rappresentazioni, che lo portano a diventare quasi uno strumento vero e proprio, adatto a molte cose diverse, oltre al ruolo di chiave (vista come potente apertura verso la conoscienza), poteva essere anche uno specchio (l'influenza che ha avuto in epoca romana sul simbolo della mano di Venere o specchio di Venere è evidente), oppure secondo alcuni studiosi sarebbe il legaccio del sandalo ai piedi degli Dèi, pronti a compiere il loro cammino. In altre raffigurazioni viene posto all'altezza del volto da chi lo impugna, come se fosse uno strumento medico, o di osservazione (non è un caso, a tal proposito, se il progresso medico di quell'epoca ha gettato le basi per la medicina moderna). Nulla ci vieta di pensare che potesse addirittura essere uno strumento di precisione utilizzato da chi possedeva conoscenze superiori, e quindi considerato divino, l'ankh in alcuni disegni viene anche dotato di braccia umane che sostengono il disco solare oppure uno stendardo sacro,
come a volerne sottolineare l'utilizzo come strumento per contattare gli Dei o per osservare gli astri. Senza perderci in supposizioni magiche e misteriose, la libera interpretazione è sempre concessa, dove non sono più presenti gli strumenti per la comprensione reale di una conoscenza, l'importante è sempre analizzare tutti gli elementi e continuare a ragionare sul significato delle cose, considerando che i nostri occhi non saranno mai gli stessi dei nostri antichi predecessori. Una cosa però è chiara ormai a tutto il Mondo e chi non se ne rende conto ha gli occhi chiusi, il progresso tecnologico e culturale non è mai appartenuto soltanto a noi, e anzi, noi siamo solo figli scapestrati di una sapienza molto più vasta, che tutt'ora non siamo in grado di comprendere.



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L'origine dei simboli Zulu (parte II): L'occhio di Horus
L'origine dei simboli Zulu (parte I): il gesto delle corna

7 giugno 2013

L'origine dei simboli Zulu (parte II): L'occhio di Horus



Nella seconda parte di questo viaggio alla scoperta dei simboli antichi, ci addentriamo in una delle più misteriose ed affascinanti rappresentazioni egizie, si tratta dell'occhio di Horus, chiamato anche occhio di Ra (nella lingua egizia "udjat" che ha il significato di "preservare" e di "protezione").

È incredibile pensare a quante cose esso possa rappresentare, e chiaramente, come tutti i simboli antichissimi, possiamo dedurne soltanto una parte, e comprenderne i contenuti solo in base alla nostra logica o da ciò che è stato tramandato fino ai giorni nostri. Esso rappresenterebbe la buona salute e il potere, ma anche la saggezza e il cuore dell'anima, il famoso "terzo occhio". Ma ecco che le curiosità si moltiplicano perchè "l'udjat" veniva anche utilizzato come unità di misura legata alla divisione delle singole parti del disegno in 64. Ora io non mi addentro di certo nell'aritmetica egiziana, ma pensare che ogni parte avesse un suo significato e un utilizzo concreto è quantomeno affascinante.


Non meno di questa scoperta, ovvero che la forma in se dell'occhio di Ra, non è altro che la rappresentazione di una parte fondamentale e centrale del nostro cervello ovvero la "ghiandola pineale", che si occupa di produrre una sostanza che regola il nostro sonno, e che si attiva anche durante la meditazione profonda, ovvero la "triptamina" sostanza endogena e allucinogena. Unica parte non doppia del cervello, per Cartesio era il punto di congiunzione tra Mente e Corpo. Dà molto da pensare anche la differenza che davano all'occhio destro e all'occhio sinistro, appunto come nel cervello, governato da due parti distinte, anche in queste leggende traspare un frammento di conoscenza scientifica, che a noi puo' "suonare" come leggenda fiabesca, ma chi puo' dirlo? Certe forme comunicative antiche che a noi sembrano bizzarre per spiegare cose reali, all'epoca potevano essere più che chiare e comprensibili, le chiavi di lettura cambiano anche in base allo stile di vita, alla società e alle credenze di quel determinato momento. Precisazione che svela una parte importante di questo simbolo è che RA (il sole) e HORUS (la luna) sono due divinita' diverse e che esistono quindi 2 tipi di occhi, appunto, il destro, e il sinistro. Il mito racconta che Horus (figlio di Iside e Osiride) ebbe uno scontro violento con Seth, che durò almeno 40 giorni nel deserto, nella battaglia perse il suo occhio sinistro, rubato da Seth con furbizia. Nonostante la sconfitta non si arrese e pur provato e devastato, arrivato quasi al limite riusci' a sconfiggere il suo nemico e a riprendersi cio' che era suo di diritto.
Una volta recuperato l'occhio sinistro, grazie a Thot, dio delle Arti e della Medicina, riusci' a reimpiantarlo nella sua orbita vuota e a recuperare la vista, in cambio pero' avrebbe dovuto cedere 1/64 del suo occhio al suo guaritore (tutto torna, ogni numero utilizzato nei racconti egizi non è mai casuale, e sempre secondo la leggenda l'occhio sinistro cadde sulla Terra durante la battaglia e insegno' la matematica agli uomini). 
L'occhio destro è invece quello di RA (dio del sole), la sua storia è quella della creazione, durante il sonno l'occhio si staccò da Ra e andò sulla Terra spinto dalla sua curiosità, al suo ritorno trovò un nuovo occhio, che Iside aveva ricostruito preoccupata alla visione del bulbo vuoto, l'occhio pianse e le lacrime cadute sulla Terra crearono l'uomo, l'occhio (ormai divenuto il "terzo occhio") prese posto sotto forma di Cobra al centro della fronte e posto a protezione del basso Egitto..
Sono soprattutto allegorie (raccontate in molti modi e con varianti e particolari differenti più o meno interessanti) di un racconto sicuramente più ampio e ormai di difficile interpretazione, ma i tasselli si ricompongono a poco a poco e non fanno che darci da pensare. La verità nascosta in due parti ben distinte, di uno stesso individuo, si ripetono nella storia fino ai giorni nostri: yin e yang, bianco e nero, bene e male, destra e sinistra, cielo e terra, sole e luna… Horus e Ra.

Riporto infine un passaggio che ritengo particolarmente interessante tratto dal libro di Murry Hope, Il Segreto di Sirio dove si parla dell'unità di misura egizia utilizzata per calcolare il volume del grano, L'Heka.

"l'Heka era rappresentata con un Udjat mentre per le frazioni di Heka sono usati i glifi componenti l'Occhio. Per questo grazie al suo collegamento sia con il Volume che con la Luna, e quindi il Tempo Lunare, si può dire che l'Occhio di Horus era la Chiave della Misurazione dello Spazio e del Tempo, e quindi della Misurazione e della Determinazione della Manifestazione.
La Manifestazione è così asseribile a quei 63/64 rappresentati all'Occhio... e il restante 1/64?

La Verità deve negare sé stessa per essere tale, ed ecco quindi l'Unità non Apparente, quella che si acquisisce solo andando oltre, abbandonando Tutto."

fonti principali: Wikipedia, Dizionario dei simboli e delle divinita' egizie (Manfred Lurker), Il segreto di Sirio (Murry Hope).
Libri consigliati per approfondimento: http://www.unilibro.it/find_buy/findresult/libreria/prodotto-libro/argomento-geroglifici_.htm

26 ottobre 2012

L'origine dei simboli Zulu (parte I): il gesto delle corna


Inauguriamo la rubrica dedicata al "simbolismo" con la prima parte di una necessaria riflessione sull'origine dei segni caratterizzanti Zulu Nation. Ad occompagnarci in questo viaggio, ahki Strike The Head. Commenti sono ben accetti :-)

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Fin dall'antichità, i simboli hanno avuto un'importanza fondamentale nella comunicazione umana, in ogni punto della storia, si possono notare segni ed espressioni, anche gestuali, di diverso stile e connotazione.

La Svastica Indiana
Che sia esoterico o religioso, il simbolo, di per sé non ha un significato che può essere definitivo, se non viene preservato il messaggio originale, avviene una reinterpretazione, spesso anche errata o approssimativa; se tra 1000 anni qualche malintenzionato andasse a prendere il simbolo del cuore per la sua truppa e andasse a sterminare qualche etnia, quel simbolo diverrebbe nel corso degli anni un simbolo certamente di morte, come già e' accaduto in passato con la svastica indiana (la parola deriva dal sanscrito svastikah, che significa "essere fortunato"), che nell'immaginario collettivo diventa simbolo di morte e distruzione a causa del Nazismo.