28 marzo 2013

Infortuni nel Breaking: cosa fare e come prevenirli (parte 1)

Il breaking è pericoloso? No. Chi svolge attività atletica non corre rischi? Nemmeno. Il mito del breaking come "sport pericoloso" (ma è uno sport?!) si demolisce facilmente se paragonato ai danni prodotti dalla partitella a calcetto, dallo snowboard o dallo skate e tutta una serie di attività che seppur svolte a "testa in su", hanno un alto fattore di rischio per il nostro corpo. In generale, non esistono attività più pericolose delle altre: è il modo in cui si praticano che ne determina il fattore R, il coefficente di rischio. Questo coefficente (che ho appena inventato!) è determinato da parametri legati più al soggetto/contesto che alla disciplina in sé: frequenza della pratica (sporadica o quotidiana?), consapevolezza dei limiti del proprio corpo ("l'allenamento non deve diventare una tortura", Son Goku), preparazione atletica (stretching o non-stretching?), alimentazione (se famo du spaghi prima di ballare?), competenza e conoscenza tecnica della disciplina (maestro di strada o la strada come maestro?), metodologia di allenamento (mi provo le cose o provo a ballare?) e solo per ultimo metterei il fattore di pericolosità delle mosse eseguite. Questi parametri determinano non solo il fattore R, ma anche il livello (base, medio, pro) del soggetto praticante.
Per esperienza, il divario fra livello medio e "pro" si supera quando si trova una strategia di allenamento che sia potente ma prevenga dagli infortuni, riuscendo a migliorare più velocemente di altri.
Once again: knowledge is the key.

Nexus
(bboy/teorico del breaking)     

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Ho iniziato a ballare breaking nel lontano 1993 e nel corso degli anni ho potuto notare come sia cambiata la mentalità dei ballerini nel rispetto del proprio fisico, nel trattamento e nella prevenzione dagli infortuni. Il breaking, in quanto "danza di strada", non si prestava molta attenzione a questi particolari esponendo il ballerino a traumatismi di vario genere. Oggi, grazie alle notevoli fonti d’informazione, queste cose sono migliorate ma sussiste ancora molta confusione.

I traumi che si possono riscontrare nel breaking (e in fondo in tutte le discipline motorie) possono essere riassunti in:
- contusioni (lesioni in seguito ad un trauma diretto che non comporta una discontinuità dei tessuti biologici);
- distorsioni (sollecitazione oltre ai limiti biomeccanicamente consentiti di un articolazione comportando all'elongazione o lesione dei tessuti peri articolari );
- fratture e microfratture.

Le parti del corpo più interessate a infortuni sono, in ordine d’incidenza:

- Polsi: infiammazione delle capsule articolari, micro-fratture, elongazione tendinee o vere tendinite ( infiammazione delle strutture tendinee, di solito muscoli flessori;
- Ginocchia: edema ( gonfiore ) sopra o attorno alla rotula in seguito a contusioni contro il pavimento;
- Spalle: lussazioni (perdita completa dei rapporti articolari della spalla ), sub-lussazione ( perdita incompleta dei rapporti articolari della spalla), contusioni o mialgie ( dolori muscolari);
- Dita delle mani: fratture delle interfalangee o metacarpofalangee.

Altrettanto importanti sono anche le possibili lesioni alla colonna vertebrale:

- Microfrattura e fratture (es. spondilo-lisi) con possibili scivolamenti vertebrali (es. spondilo-listesi ); 
- Lesioni ai dischi intervertebrali (es. protrusioni o ernie discali).

In particolare, nel caso di powermoves (mosse altamente spettacolari che prevedono una rotazione continua attorno ad un punto del corpo come girare sulla testa), o altre mosse che prevedono la l'esecuzione continuativa di un passo, potremmo essere più soggetti a traumatismi o lesioni di vario genere:

- Windmill o flares: si potrebbe andare incontro ad infiammazione dell’inguine (porzione triangolare del corpo situata tra la parte laterale dell’addome e l’inizio della coscia ), meglio conosciuta come pubalgia.

- Head spin o Corona (Halos): si può andare incontro a semplici cervicalgie o torcicolli da disassamento delle strutture vertebrali del tratto cervico dorsale. Oppure, cose più serie come schiacciamento dei dischi intervertebrali con possibili protrusioni discali o vere ernie che possono portare a compressioni delle radici nervose che vanno a formare il plesso brachiale, ovvero le strutture nervose che vanno ad innervare gli arti superiori.

- Footworks: tendiniti ai flessori della mano o distorsioni alle metacarpo-falangee o interfalangee (comunemente chiamate come insaccature).

Rockris (bboy/fisioterapista)



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Come prevenire questi infortuni?
Lo scopriremo nella seconda parte...

8 commenti:

  1. maaa la seconda parte?

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  2. Coaa fare x le infiammazioni causate da windmill e flares?

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  3. In fase acuta, devi mantenere la parte a riposo, fai ghiaccio ( max 10/15 minuti ) ed eventualmente poni una pomata antinfiammatoria massaggiando dolcemente ( Assolutamente, non massaggiare in modo energico perché' incrementerebbe lo stato flogistico. Oppure, potresti prendere dei farmaci antinfiammatori per via orale.
    In fase subacuta, ovvero quando il dolore e' diminuito, la parte non e' calda e non dolente al tatto, puoi iniziare con dello stretching, massaggio più' energico e puoi riprendere con l'allenamento ( svolto in maniera corretta ). Ripeto allenamento, non contest o performances. Quando il dolore e' completamente sparito puoi riprendere ballare ma presta molto attenzione al riscaldamento e streching effettuati in modo corretto.

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  4. Ho fatto flair da freddo, e appena finita la powermove mi è salito un dolore simile a quello della carne greve agli addominali laterali, cosa può essere??

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