7 febbraio 2014

R.I.P. Buddy Esquire "The Flyer King"



E’ cosa nota che motore fondamentale del movimento Hip Hop dei primi anni è stato soprattutto la ricerca di originalità e creatività. Forse tra le manifestazioni più elusive di quel periodo storico occupa un posto di riguardo un’oggetto specifico, all’apparenza secondario ma in realtà dalla forte connotazione pratica: il flyer.
In un’epoca in cui i social network e internet non esistevano, dove i mass media non trattavano di Hip Hop e in cui praticamente nessuno all’esterno della grande mela avesse la più pallida idea di cosa fosse questo movimento, il “manifesto” era forse l’unico vero mezzo disponibile (e indispensabile) per la pubblicità dell’evento o della jam.





Ovviamente, anche dietro a ciò, si muoveva un mondo fatto di artisti, intuizioni e creatività che cercavano di rendere l’evento più “fly” e accattivante con foto, disegni e forme geometriche. Una tradizione questa che è andata col corso degli anni sempre più a scemare e a trasformarsi, grazie all'avvento di Photoshop e di altri prodotti di supporto grafico/informativo, ma che comunque mantiene il suo fascino e la sua importanza. Innumerevoli sono stati i tentativi, anche negli ultimi anni, di riprendere il loro stile per creare un effetto più “old” e vintage.




Uno dei protagonisti di tutto ciò è “Flyer King” Buddy Esquire, da poco venuto a mancare e autore di alcune tra i più famosi e memorabili flyer di sempre. Di seguito, il link della sua intervista che anni fa rilasciò a oldschoolhiphop.com

http://www.oldschoolhiphop.com/interviews/buddyesquire.htm


 [Articolo a cura di: Ahki Flavio]

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